Il Movimento Raeliano siete voi

Maitreya Rael, incontro dell’8 febbraio 80 dH (2026) – Okinawa, Giappone

Buongiorno a tutti. Arigatou gozaimasu.

Sono quasi le undici, ma possiamo fare quello che vogliamo. Non dobbiamo necessariamente essere puntuali.

Ho una piccola meditazione da proporvi. In realtà è un esercizio. Immaginate di venire a conoscenza, oggi, del Messaggio. Siete a casa vostra, nella vostra città, e scoprite il Messaggio per la prima volta. Non c’è un sito web, non c’è un’organizzazione, siete soli. Cosa fareste? Sapreste che da qualche parte c’è un profeta che vuole accogliere gli Elohim e costruire un’ambasciata. Leggete tutta la storia, ma non c’è nessuna organizzazione. Cosa fareste?

Provate a immaginare. Leggereste il libro, esattamente come avete fatto in passato, e ne sareste entusiasti. Pensereste “Voglio aiutarlo”. È quello che tutti avete provato, spero. È per questo che siete qui, oggi.

Ma non c’è nessuno, nessuna organizzazione, nessun sito web. Cosa fareste? Piangereste? No.
[Creo il Movimento Raeliano].
Come? È interessante, vero?
[Ne parlo con gli amici, uno alla volta].
E tutti riderebbero, nessuno vi seguirebbe. È quello che è successo a me. Qualche altro suggerimento?

Chi ha scritto il libro? Non avreste voglia di venire a conoscermi? Sarebbe meglio che piangere. Allora, verreste? Cerchereste di scoprire dove si trova il Maitreya?

Probabilmente non sapete cosa fareste, ma nemmeno io. Forse verreste a incontrarmi?
[Sì!]
Immaginate di prendere un treno, un’auto, qualsiasi cosa, e di andare dove si trova Maitreya.

Tanto tempo fa vivevo a Clermont-Ferrand. Ricordo il primo raeliano che venne a incontrarmi. Sareste potuti essere voi. All’epoca non c’era nessuna organizzazione, niente. Lui venne e disse “Come posso aiutarti?” Fu bellissimo. Era il padre di Jarel, Job Aymonier. “Cosa posso fare?” Il primo libro ancora non era stato pubblicato.

La prima cosa che feci fu parlare del Messaggio in televisione. In seguito alla mia apparizione, la redazione ricevette migliaia di lettere. Il postino le consegnò a casa mia, in dei sacchi simili a quelli della spazzatura. Presi la penna e risposi a ciascuno. Molti raeliani conservano ancora le mie risposte.

Furono spedite alla redazione perché nessuno conosceva il mio indirizzo. Risposi a ognuna di esse. Ovviamente non potevo scrivere dieci lettere contemporaneamente, ci vollero quindi delle ore.

Alcune persone scoprirono il mio indirizzo e Job Aymonier venne da me. Mi chiese “Cosa posso fare? Come posso aiutarti?” Immaginate di trovarvi in questa situazione. Nessun comitato ad accogliervi, nessuno ad assistervi, nessun posto già preparato. Niente. Mi disse “Cosa posso fare?”

Per prima cosa dovevo stampare il libro, ma non avevo i soldi per farlo. Lui disse “Pagherò io”. Sareste potuti essere voi. “Quanto costa stampare il libro?” Circa duemila dollari. Job Aymonier disse “Ti aiuterò. Pagherò io”. È così che tutto ebbe inizio.

Dopo di che mi trasferii nel luogo dove avvenne il secondo incontro, una bella e vecchia fattoria nel sud-ovest della Francia con molti buchi nel tetto. Perché lasciai Clermont-Ferrand per trasferirmi in questa fattoria quasi distrutta?

Perché, nel frattempo, arrivò un altro raeliano. Gli dissi “Voglio cambiare casa. Ho deciso di smettere di lavorare come giornalista. Voglio promuovere il libro e ho bisogno di un posto dove stare”. Lui disse “Ho una vecchia fattoria nel sud-ovest della Francia. Non c’è il riscaldamento, ma c’è un camino a legna in vecchio stile”. Dissi “Va bene, devo trasferirmi”. Arrivarono anche altri raeliani. “Ho un camion. Posso aiutarti a traslocare”. Andammo lì e accendemmo subito il fuoco.

Ricordo la prima guida, Jean Gary, che adesso è con gli Elohim. Venne per incontrare l’ultimo dei profeti, per incontrare Rael in persona. Entrò da un piccolo cancello, dove c’era un giardino. Io amo fare giardinaggio. Mangiavo le mie verdure e allevavo i miei polli. Quel giorno avevo degli stivali di gomma e stavo rivoltando il terreno. Non troppo in profondità, solo un po’. Se si lavora la terra troppo in profondità, non cresce nulla. Bisogna lasciare lo strato superiore in superficie e quello inferiore in profondità. Se un giorno avrete un giardino, non lavorate completamente il terreno, solo un po’, perché i batteri che fanno crescere le verdure si trovano in superficie.

Ero lì, in jeans e stivali di gomma, a lavorare la terra. Jean Gary arrivò e disse “Voglio vedere Rael”. Risposi “Sono io”. Si aspettava qualcuno vestito di bianco, con uno strano cappello. Invece trovò un giardiniere coperto di fango. Sareste potuti essere voi.

L’ambiente circostante è importante quando si incontra qualcuno per la prima volta. Oggi, quando arriva un nuovo raeliano, trova un cancello, la sicurezza, delle belle stanze. L’immagine è migliore. E il Maitreya arriva tutto vestito di bianco.

Ma a quell’epoca? Nel giardino c’era fango ovunque. Chiese “Dov’è Rael?” – “Sono io” – “Voglio aiutarti” – “Va bene, benvenuto”.

Dietro la fattoria c’era un piccolo campo con dell’erba, ottimo per far pascolare le mucche. Dissi “Tra un mese voglio organizzare, su questo terreno, la prima Università della Felicità. Mi puoi aiutare?”

Immaginatevi nei suoi panni. Tutto deve essere preparato: il tendone, il luogo… Io parlerei solamente, sareste voi a dover organizzare tutto. Immaginate di essere al suo posto. Molti se ne sarebbero andati, dicendo “Quest’uomo è pazzo”. Ma Jean Gary rimase. C’era una stanza disponibile, piena di escrementi di piccione. Era una piccionaia, con un buco nel tetto. La pioggia cadeva all’interno, ma non sul letto. Lui rimase con me e organizzò tutto, perché io volevo solo parlare e fare giardinaggio.

All’epoca non c’era nessun sistema audio, non c’erano microfoni, non c’erano bagni. Le persone scavavano delle buche nel terreno per fare i loro bisogni. Ecco come si presentava la prima Università della Felicità, organizzata da Jean Gary. Sareste potuti essere al suo posto.

Quindi, la prima cosa che vi sareste chiesti sarebbe stata “Dove si trova il Maitreya?” Vi sareste messi in viaggio, pieni di sogni e aspettative. Avreste immaginato di incontrare un profeta tutto vestito di bianco, invece avreste trovato un contadino. Avreste preso le vostre decisioni, e il profeta vi avrebbe chiesto di preparare il terreno per ospitare la prima Università della Felicità. Immaginate, perché oggi diventare raeliani è molto semplice. Ci sono dei siti web, delle guide nazionali, delle guide regionali, delle bellissime Università della Felicità organizzate in grandi hotel. Tutto è molto semplice. Ecco perché voglio che vi mettiate nei panni dei primi raeliani. Provate a immaginarlo.

Vi racconto un dettaglio divertente, perché ridere è sempre bello. La prima cosa che Jean Gary fece fu quella di offrirmi una sigaretta. Fu molto gentile da parte sua. È il mio ricordo più bello. Chiese “Vuoi una sigaretta?” Quello era Jean Gary. A quel tempo era dipendente dal fumo. La fattoria era in mezzo al nulla, a dieci chilometri dal paese più vicino. Ogni giorno andava in macchina a comprare le sigarette.

Gli dissi “Vuoi continuare a fumare per sempre?” – “No, ho compreso il Messaggio, voglio smettere” – “Perché non lo fai oggi?” – “Va bene, ci provo. Ma sono sicuro di riuscirci” – “Allora ti aiuterò, andiamo insieme al paese”.

Andammo al negozio dove comprava le sigarette. Vendevano confezioni da dieci pacchetti. “Jean, invece di venire tutti i giorni, compra la confezione grande. Se vuoi smettere, compra l’intera confezione”. E lui la comprò. Quando tornammo gli dissi “Vedi questa spazzatura? Butta via tutta la confezione”. Oh, che emozione. Buttare dieci pacchetti di sigarette non è facile come buttarne uno solo. Tutti quei soldi. Lui la buttò via. È così che smise di fumare. La prima guida del Movimento Raeliano mi offrì una sigaretta. Fu indimenticabile.

Quindi, immaginate di essere i primi raeliani. Adesso tornate nel presente. Guardatevi. Sono sicuro che sareste ancora qui se foste stati i primi raeliani. Ma è interessante sentirlo sulla propria pelle. Quanto siamo fortunati a essere insieme.

Il Messaggio è un tesoro, ma il tesoro più grande siete voi.

Ricordo la prima lettera di Lotus, il primo incontro con Shizue. Loro sono ancora qui. Ricordo ognuno di voi. Il primo incontro con Tony. Mi disse “Dovresti venire a Okinawa” – “Cos’è Okinawa? È un cibo?” C’è stato un primo incontro con tutti voi, e ora siamo insieme. Non ho una famiglia sulla Terra, nessun padre, madre, nonna. Nessuno.

Voi siete la mia famiglia. Sono molto fortunato a non avere né madre né padre sulla Terra, ma ad avere voi, perché siete tutti miei figli. È meraviglioso provare questa sensazione di unità con persone che vengono dalla Cina, dal Portogallo, dalla Francia, da ogni parte del mondo. In questa piccola stanza condividiamo un bellissimo amore, nella luce degli Elohim. Sentitelo.

Grazie a tutti per il vostro bellissimo amore, lo sento. Ogni storia d’amore ha un inizio. Vi sareste innamorati immediatamente di un contadino pieno di fango? Sareste rimasti? Avreste organizzato tutto insieme a me?

Il Movimento Raeliano siete voi.

Noi “siamo”, e amo davvero tutti noi. Voi siete la mia famiglia. Il dono che vi è stato fatto è quello di avere un padre tra gli Elohim. L’amore che Yahweh prova per voi è l’amore di un padre.

Sentitelo. Ovunque andiate sulla Terra, l’amore degli Elohim vi guida, è sempre presente. Potreste andare dall’altra parte del pianeta, da soli, senza avere altri raeliani accanto, ma portereste con voi l’amore degli Elohim.

Questa è la sensazione che si prova. Questa è la nostra famiglia.

Grazie, Elohim.

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Leggi i messaggi che ci sono stati dati dai nostri creatori durante l’incontro che Rael ebbe nel 1973 con il massimo rappresentante di una civiltà extraterrestre!

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