Compassione per il popolo ebraico

Buongiorno a tutti.

Grazie, Elohim.

Grazie di tutto.

Grazie per averci permesso di essere noi stessi.
Grazie per il vostro amore, la vostra compassione.
Grazie per averci indicato la strada.

Grazie per averci mostrato cosa significa esistere.
Grazie per averci guidato verso la pace.
Grazie per averci mostrato il sentiero verso l’armonia.
Grazie per averci mostrato la via verso la felicità.

E soprattutto, grazie per averci trattato da pari. Grazie Elohim. Grazie Elohim. Grazie.

Questa mattina, voglio parlarvi della cosa più importante nei nostri cuori: la compassione.

Noi, raeliani, non siamo normali. Per ogni cosa esiste uno standard normale, un modo normale di essere. Ma i raeliani non vogliono essere normali. Voi volete essere migliori, volete essere speciali, volete essere la pecora nera in mezzo al gregge bianco. Volete essere. No, non volete essere: voi siete, perché se vi limitate a voler essere, allora non siete.

In ogni cosa, non possiamo accontentarci di rimanere a un livello normale. Essere raeliani significa impegnarsi per eccellere. Più che normali, perché essere normali non ci basta. Vogliamo essere eccezionali, volete eccellere, essere migliori di voi stessi. È una competizione con voi stessi, non con gli altri. Ogni giorno, volete essere migliori di ieri, in ogni modo.

La cosa più importante, ovviamente, è l’amore. L’amore racchiude molte cose, ma la più bella espressione dell’amore è la compassione. Avere compassione significa sostenere chi soffre.

Proprio come fece Gandhi. Quando qualcuno si avvicinò per ucciderlo, la sua reazione immediata fu quella di mostrare compassione per l’assassino. Se qualcuno si avvicinasse per uccidervi, la reazione normale sarebbe quella di insultarlo, provare rabbia e odio. Questa sarebbe la reazione della gente comune. Ma se foste animati dall’amore e dalla compassione, come Gandhi, la vostra prima reazione sarebbe quella di pensare “Pover’uomo, dovrà convivere con il senso di colpa per avermi ucciso”. Io muoio, nessun problema. Ma tu continuerai a vivere con questo senso di colpa. Non dimenticherai mai di aver ucciso Gandhi. E Gandhi pensò immediatamente “Oh, pover’uomo”. Questa non è una reazione normale. È ciò che vorreste essere. La vera compassione è avere compassione per le persone che soffrono.

Dare amore anche a chi vi uccide, anche a chi vi insulta.

È facile provare compassione per persone che non conoscete, come la popolazione di Gaza. Il mondo intero prova compassione per loro. Ma la vera compassione dovrebbe coinvolgere anche il popolo israeliano, perché dovranno convivere con il loro senso di colpa. Sempre più israeliani lo provano. Sempre più ebrei, in tutto il mondo e in Israele, provano un profondo dolore per ciò che sta accadendo a Gaza.

Per molto tempo, gli ebrei, specialmente gli israeliani, soffriranno per questa tragedia. Sempre più ebrei e israeliani sono contrari a quanto sta accadendo. Il mondo intero mostra compassione per le vittime a Gaza. Questo è facile. Ma la sofferenza maggiore potrebbe riguardare coloro che dovranno convivere con le conseguenze della violenza e del senso di colpa.

Gli assassini soffrono più a lungo dei morti, perché continuano a vivere portando il peso della colpa per ciò che hanno commesso. E questa sofferenza può durare per tutta la vita. Sempre più ebrei hanno paura di viaggiare. Per molto tempo, il mondo ha nutrito una forte simpatia per loro, a causa delle sofferenze subite per mano dei nazisti. Gli ebrei erano visti come vittime, c’era una profonda compassione per loro. Ma non è più così.

A causa di quello che sta succedendo a Gaza, si vergognano di viaggiare, si vergognano persino di essere ebrei. La loro immagine non è più quella di vittime, ma di criminali.

Prima, quando le persone incontravano gli ebrei, la prima reazione era quella di mostrare loro solidarietà per le sofferenze patite in passato. Adesso, dicono “Perché uccidete così tante persone a Gaza?” Agli occhi del mondo non sono più vittime, ma assassini. Questo genera molta sofferenza. Quindi, vorrei che tutti mostrassimo compassione per gli ebrei, specialmente per gli israeliani.

Gli israeliani erano originariamente dei sognatori. Ricordo quando fu creato Israele, la bella immagine delle persone che tornavano in quella terra, costruivano fattorie, cominciavano una nuova vita dopo gli orrori dell’era nazista. Crearono i kibbutz, l’agricoltura collettiva, facevano crescere ortaggi nel deserto. Era un’immagine bellissima.

Ma ora si vergognano di essere israeliani, anche se non vogliono dirlo. Il 60 per cento è contrario al proprio governo. Si vergognano e questa vergogna rimarrà per molto tempo. Non per molto tempo, ma per sempre. Non possono più essere le vittime che dicono. “Aiutateci, siamo stati uccisi dai nazisti”. Ora viaggiano e sono loro gli assassini. Molti Paesi, ristoranti e hotel li rifiutano. E sarà così per molto tempo. Non per molto tempo, ma per sempre. Hanno distrutto quella bella immagine di vittime per diventare i peggiori criminali della Terra.

Molti ebrei e israeliani sono come noi. Sono sognatori. Nutrono questo bellissimo sogno di costruire il terzo tempio, che è l’ambasciata per accogliere gli Elohim. Questa è la ragione fondamentale dell’essere ebrei. Un vero ebreo prega gli Elohim ogni giorno, cercando di diffondere i meravigliosi valori della filosofia ebraica. Ci sono persone in Israele, e tra gli ebrei di tutto il mondo, che sono pure e piene d’amore.

Stanno soffrendo profondamente a causa dell’immagine che il governo israeliano sta dando degli ebrei. Mentre tutti mostrano compassione nei confronti del popolo palestinese, desidero che i raeliani mostrino compassione anche per il popolo israeliano, così come Gandhi mostro compassione per il suo assassino. I palestinesi stanno morendo o sono già morti, ma il popolo israeliano continuerà a convivere con le conseguenze delle proprie azioni.

Ricordo un libro di fantasia che mi è piaciuto moltissimo. L’autore immaginava che Adolf Hitler fosse ancora vivo, in Brasile. La domanda che si poneva era “Se lo trovassimo ancora vivo, quale sarebbe la giusta punizione da infliggergli?” La pena di morte? No, diceva l’autore, non sarebbe sufficiente. Allora immaginò di condannarlo a vivere liberamente in Israele, bussando alle porte delle persone e dicendo “Sono Adolf Hitler, potete darmi un posto dove dormire e qualcosa da mangiare?”

Era un’immagine bellissima: condannare qualcuno non a morte, ma a vivere per sempre con il senso di colpa. Condannarlo a vivere con il suo senso di colpa, libero, ma portando quel peso nella sua mente. Adesso, il senso di colpa ricade sul popolo israeliano. Le vittime sono diventate gli assassini. Per favore, inviate loro amore e compassione. Stanno soffrendo. Alcuni non ne sono ancora consapevoli, ma stanno soffrendo e soffriranno per sempre. Hanno davvero bisogno di compassione.

La cosa divertente… non posso dire divertente, ma spettacolare, è che essere ebrei significa desiderare di accogliere gli Elohim, desiderare di accogliere il Messia. È bellissimo, è anche il nostro sogno. Nel libro all’origine della religione ebraica, gli Elohim dicono chiaramente al popolo ebraico che è proibito loro avere una nazione. Infatti, molti ebrei religiosi rigettano l’idea di uno Stato chiamato Israele. E protestano, rifiutano di prestare servizio militare.

Per esempio, esiste un gruppo chiamato Neturei Karta, ma non sono gli unici. La maggior parte degli ebrei veramente religiosi è contraria allo Stato di Israele. I principali organi d’informazione non ne parlano. Per un vero ebreo, avere una nazione è proibito.

Uno dei valori più belli della religione ebraica è “Non uccidere”. È scritto chiaramente. “Non uccidere”. Questo significa essere un ebreo religioso. Ciò che sta accadendo in Israele è completamente diverso, è un tradimento dell’essere ebrei. La missione del popolo ebraico è quella di diffondere l’amore, di preparare l’umanità ad accogliere gli Elohim, non di uccidere, non di rubare la terra di altre persone.

I valori profondi del giudaismo sono così belli. Gli ebrei sono il popolo eletto, il più dotato, scelto dagli Elohim. Ma a quale scopo? Per aiutare l’umanità, renderla migliore, non per dominare. “Sono ebreo, accetto di vivere in altri Paesi per aiutarli a migliorare”. Questa è la profonda filosofia dell’ebraismo. È scritto chiaramente nei libri religiosi “Non dovete avere un Paese, dovete aiutare tutte le nazioni del mondo a compiere grandi progressi”. In altre parole, si tratta di essere al servizio dell’umanità. Non di dominare. Non di rubare. Non di uccidere.

I veri ebrei, e ce ne sono molti, piangono quando vedono come Israele sta tradendo la loro religione. Desidero quindi che tutti i raeliani inviino il loro amore e la loro compassione agli israeliani. L’intero pianeta mostra compassione per il popolo di Gaza, ed è giusto. Ma coloro che hanno bisogno di ancora più compassione sono i criminali di Israele.

Proprio come l’uomo che uccise Gandhi aveva bisogno di compassione. Ha vissuto tutta la sua vita con il senso di colpa per averlo ucciso. Pensate alla sofferenza degli assassini, perché la porteranno sempre con loro.

Grazie, Elohim, per averci insegnato la compassione, che è il modo più bello per dimostrare amore.

Vi auguro una bellissima eternità. Non un giorno, ma l’eternità, perché un giorno è troppo breve.

Godetevi questa vita, è l’unica che avete sulla Terra.

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